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Gli arancini di Neelix
Di Claudio Chillemi
La sala tattica del capitano era immersa in una strana penombra. Dopo la lunga
avventura sulla Terra del XX secolo, in cui era stata coinvolta con il resto
dell’equipaggio, Janeway si era voluta prendere un lungo periodo di riposo e la
cosa non poteva darle maggiore soddisfazione. Aveva conosciuto un mondo caotico
e privo di buon senso, dominato dalla paranoia e dalla mania di arricchimento,
un mondo che non era il suo…Certo, le aveva fatto piacere ritornare, anche solo
in quelle strane condizioni, nel pianeta che riteneva pur sempre la sua
patria…Ma quale differenza con lo stesso luogo di quattro secoli più vecchio! Il
suo luogo natale, la sua Terra del XXIV secolo…Era immersa in queste
considerazioni, guardando le stelle che si curvavano sotto la spinta
dell’antimateria, quando l’inconfondibile trillo che annunciava una visita la
distolse dal pensare oltre.
“Avanti…”, mormorò.
Le ante scorrevoli della porta si aprirono ed apparve Neelix. Il Talassiano era
visibilmente turbato, arrotava le mani con un gesto che gli era usuale quando
non sapeva che dire e soprattutto non conosceva cosa fare. Janeway lo squadrò
ben bene e poi, sospirando, si sforzò di essere cortese.
“In cosa posso esserle d’aiuto?”.
“Ecco, vede, dovrei…Avrei un qualcosa da dirle…”.
“Sono qua…”.
“Si ricorda che due giorni or sono io e Kes abbiamo voluto visionare le
trasmissioni…Come le ha chiamate…?”.
“…Televisive, Neelix…Venga al dunque, per favore…Sono molto stanca…”.
“Sì, dunque…Abbiamo voluto trasferire i programmi televisivi al ponte ologrammi,
così, per vedere se potevamo rielaborarli…”.
“Chi vi ha dato il permesso?”, chiese il capitano, per la prima volta
interessato al farfugliante discorso del Talassiano.
“Ecco, vede, eravate così impegnati in quella strana missione…Che,
dunque…Insomma, non abbiamo chiesto nessun permesso…”.
“Quello che mi sta dicendo è maledettamente irregolare…Comunque, considerata la
sua spontanea confessione sono disposta…”.
“Non è tutto…”, mormorò l’ufficiale addetto al morale.
“Ah no?”, chiese Janeway domandando a se stessa quale strana sorte le era
toccata quel giorno.