Il primo numero di Webtrek Italia del 2000 non poteva certo iniziare con un personaggio qualsiasi. E se da un lato un ciclo di ben 1000 anni si era appena concluso, con questo articolo andremo indietro nel tempo fino alle origini di Star Trek, quando la serie aveva appena preso il via. Il protagonista, in questa occasione, è il grande capitano della prima Enterprise NCC-1701: James Tiberius Kirk.
In effetti il comando dell'Enterprise era originariamente affidato a Cristopher Pike (apparso nel primo pilot, "The Cage"), ma il mito di Star Trek nasce proprio dal trio formato da James T. Kirk, il vulcaniano Spock e il dottor McCoy. Andiamo quindi a conoscere uno dei personaggi di Roddenberry che maggiormente hanno contribuito al successo di Star Trek.
BIOGRAFIA
James Tiberius Kirk nasce il 26 marzo 2233 (data stellare 1277.1) a Riverside, nell'Iowa.
La sua brillante carriera ha un corso molto rapido poiché a soli trent'anni
viene promosso al grado di capitano, diventando così il più giovane della Flotta
a ricoprire questo prestigioso ruolo.
Rilevato
il comando dell'Enterprise dal capitano Pike, James T. Kirk porta a termine,
assieme al suo equipaggio, la leggendaria missione quinquennale in seguito alla
quale viene promosso Ammiraglio. Con questo grado rimane per due anni e mezzo
a capo delle operazioni della Flotta fino al momento in cui si ha la cosiddetta
"crisi di V'ger". In tale occasione riassume temporaneamente il comando dell'Enterprise,
affidata al capitano Decker, per salvare il pianeta Terra dalla distruzione.
Torna poi sul pianeta natale dove viene incaricato a svolgere mansioni all'Accademia
della Flotta.
In seguito alla morte dell'amico Spock, James T. Kirk, coadiuvato da alcuni
fedeli membri del suo vecchio equipaggio, ruba l'Enterprise, destinata ormai
al disarmo, per portare il corpo del vulcaniano sul suo pianeta originario.
Questa sua azione viene "punita" con la retrocessione al grado di capitano e
con l'assegnazione al comando della nuovissima Enterprise NCC-1701-A.
Una pena per nulla severa, che sarebbe stata certamente diversa se al ritorno
da Vulcano non avesse salvato la Terra da una sonda aliena.
A
bordo della nuova Enterprise, Kirk ha di nuovo la possibilità di esplorare l'ignoto
che è indubbiamente la sua maggiore aspirazione. In data stellare 9521.6 contribuisce
poi all'apertura, nonostante molte difficoltà, di una trattativa di pace tra
l'Impero Klingon e la Federazione.
Il termine della sua carriera coincide con il varo dell'Enterprise NCC-1701-B.
In tale occasione incontra l'anomalia temporale denominata Nexus, all'interno
della quale rimane imprigionato per 78 anni. Una volta "uscito" dall'anomalia,
Kirk aiuta il capitano dell'Enterprise-D, Jean Luc Picard, a fermare i piani
del Dr. Soran, ma rimane ucciso durante il "corpo a corpo"
che gli consente di salvare il sistema Veridiano.
ANALISI DEL PERSONAGGIO
Ho
volutamente sintetizzato al massimo la parte biografica, in quanto - come molti
lettori sapranno - ciò che mi interessa maggiormente è l'analisi del personaggio.
In questo caso ci troviamo di fronte a quello che può essere definito a tutti
gli effetti un uomo forte e coraggioso, molto carismatico e dotato di grande
ingegno. Queste caratteristiche, tuttavia, non sono in grado di reprimere una
forte impulsività, che a volte rende le sue azioni avventate e pericolose, anche
se di solito le sue decisioni portano a buoni risultati. Dietro questo "cuor
di leone" si nasconde comunque un uomo dal cuore ricco di sentimenti, sentimenti
spesso dolorosi (come l'odio nei confronti dei Klingon che hanno ucciso suo
figlio) che riesce a reprimere grazie alla sua forza d'animo. In assoluto, non
gli piace sentirsi sconfitto; si pensi, ad esempio, allo stratagemma usato all'Accademia
della Flotta con il quale supera il famoso test della Kobayashi Maru,
programmato per non essere risolto.
Riguardo
a questa sua "forza" vorrei fare una piccola considerazione sul film "Generazioni",
andato in onda di recente su Italia1 in prima visione (ma che comunque avevo
già visto in videocassetta). Personalmente non mi è piaciuto affatto il ruolo
ricoperto dal capitano dell'Enterprise in questa occasione: l'idea, nata per
creare una continuità tra i film della Serie Classica e quelli della Next Generation,
è stata sviluppata in malomodo, facendo apparire Kirk come un uomo ormai rassegnato
a vivere in un mondo (il Nexus) fatto di illusioni, pentito delle sue decisioni.
Ma noi tutti sappiamo che la sua vita è tra le stelle, a bordo dell'Enterprise!
La
figura del capitano, in Star Trek, ricopre quasi sempre un ruolo importante
dal punto di vista sociale. In ogni serie ad esso vengono associate caratteristiche
che riflettono le esigenze della società all'interno della quale gli episodi
ed i film sono stati concepiti.
Al confronto con gli altri capitani appaiono piuttosto evidenti queste caratteristiche:
in Kirk si cerca una forte personalità che sappia condurre l'equipaggio e guidarlo,
in prima persona, alla conquista di nuovi mondi; nel periodo della guerra fredda
non poteva essere diversamente, pur trattando tematiche delicate come quella
dell'integrazione razziale (vedasi il famoso bacio tra Kirk e Uhura). Allo stesso
modo Picard risulta essere un leader che alla forza preferisce la politica,
Sisko diventa il simbolo dell'abbattimento (o quasi) dei preconcetti nei confronti
dei neri e Janeway porta avanti la causa della parità dei diritti tra uomini
e donne.
DUE PAROLE SULL'ATTORE
L'attore
che impersona il Capitano James T. Kirk è William Shatner, conosciuto anche
per aver intepretato il protagonista del telefilm "T.J. Hooker", andato in onda
più volte anche da noi in Italia.
Nato il 22 marzo 1931 a Montreal (Canada), ha debuttato in teatro per poi passare
al grande schermo nel film "I fratelli Karamazov". Il suo lavoro in teatro è
proseguito nonostante l'apparizione cinematografica e, proprio durante una rappresentazione,
è stato notato da Gene Roddenberry che aveva previsto per lui la parte
del capitano Kirk in Star Trek.
Ma William Shatner non è solo un attore: tra i suoi lavori figurano la regia
di alcune rappresentazioni teatrali, la sceneggiatura del film "Star Trek
V - L'ultima frontiera" (di cui è anche autore del soggetto) e la pubblicazione
di diversi libri.
Shatner è quindi un artista completo che nel corso della sua vita ha
dato molto a Star Trek, contribuendo in prima persona a far entrare questa saga
nella storia della televisione e del cinema.
Tratto da Webtrek Italia n. 12 - gennaio 2000
Articolo di Giorgio "Gege" Perbellini