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Editoriale - Aprile 2009
Gli editoriali
Anche per la redazione di WebTrek Italia il conto alla rovescia è iniziato: manca pochissimo alla fatidica data dell’8 maggio 2009.  
Ora vi chiederete: di che cosa stiamo parlando?
Ma del nuovo, atteso, scintillante,  patinato, inverosimile, film della saga di Star Trek!
E ne parliamo proprio perché scettici o entusiasti, passionali o logici, neofiti o fan della prima generazione, vi vogliamo tutti al cinema.
Per tante buone ragioni, alcune delle quali non sono affatto scontate.





Hollywood nello spazio ovvero come ti dipingo un futuro positivo

Noi, gli inventori delle favole, che presteremmo fede a qualsiasi cosa, abbiamo il diritto di credere che non è troppo tardi per impegnarci a costruire una nuova e travolgente utopia della vita, dove nessuno potrà decidere per gli altri come dovranno morire. Dove l’amore proverà che la verità e la felicità sono possibili, dove gli uomini condannati a cent’anni di solitudine avranno ancora, finalmente e per sempre, una seconda opportunità sulla terra.” (Gabriel Garcia Marquez)

Siamo felici?
O vogliamo solo trovare un motivo per festeggiare?
Forse siamo infelici.
Allora dobbiamo “pazziare”, ridere e ubriacarci. Per dimenticare i nostri guai.
Perderci nelle storie del grande schermo, questo può andare.
Ma alla fine del film, è veramente cambiata la nostra vita?
Difficile a dirsi.
E’ tornare bambini la soluzione al nostro problema?
Oppure è la paura di invecchiare che ci spinge a comportamenti infantili?
Domande.
E dove sono il capitano Kirk, i suoi amici e l’astronave Enterprise, oggi che abbiamo disperatamente bisogno di loro?
A quanto pare stanno ritornando.
Ma saranno proprio quelli veri?
Non ci resta che incrociare le dita e andare al cinema a vederci il prossimo film di Star Trek.
Magari quando si riaccenderanno le luci della sala ci accorgeremo che qualcosa è successo.
Forse un pensiero.
Ma è quanto ci basterà.



Il senso del futuro – 1a parte: il senso della meraviglia

“Vedere anche per pensare a ciò che è lontano e a cosa ci stiamo lasciando alle spalle, a ciò che potrebbe spaventare anche solo perchè diverso. […] Il muoversi dello spettatore gli permette di fare un giro ancor più grande, che tocca tappe lontane e vicine, mostrandogli un reality show il cui vero scopo è quello di coltivare il senso della meraviglia.”   (Davide Balsanelli)

Crisi.
Il termine greco krísis (da krínô = divido, distinguo, più tardi anche decido, giudico) ci parla del momento della separazione di un modo di essere da un altro, diverso, oppure di una svolta decisiva in un processo. E’ un periodo di squilibrio, uno stadio di transito tra due fasi distinguibili, quando una trasformazione tende alla soluzione, non essendo ancora decisa e risolta.
Se fossi un politico venditore di fumo potrei dirvi che seguire la moda della maggioranza e conformare i propri comportamenti ci farà ben presto uscire dalla crisi.
Ma sarei un bugiardo e ancora non lo sono.
Perché palese a tutti dovrebbe essere che questa crisi è l’opportunità per cambiare verso soluzioni veramente sostenibili.
Si, “vabbé”, ma cosa c’entra una crisi economica (e sociale e climatica e ambientale ed energetica) con il nuovo film di Star Trek?
C’entra, c’entra, perché questo nuovo (non so bene come definirlo) affresco di storia futura, arriva proprio nel momento giusto.
Alle persone (cui non piace la fantascienza) suggerirei una cosa: sospendere, per il tempo di un paio d’ore, i protocolli sociali, i pregiudizi culturali e tutte le banalità dell’ovvio.
In questo mondo ci sono troppe cose scontate: talvolta la vera ricchezza si ritrova nel senso della meraviglia e nella capacità di scoprire nuovi orizzonti e di vedersi protagonisti di un magnifico film.
Ma, andando oltre il sogno, Star Trek ha sempre narrato di un mondo etico, certo non una realta’ “dogmatica” da prendere alla lettera, ma una metafora per raccontare un mondo migliore e, soprattutto, possibile.



Il senso del futuro – 2a parte: tempo, azioni, generazioni e una difficile eredità

Il peccato più grave della nostra società è il lasciarsi andare ad un senso di impotenza che sembra aver contagiato tutti. Smettiamola di dire che non possiamo fare nulla per cambiare le cose. Se dividiamo i nostri giorni con questo sistema, è perché lo sosteniamo. E comunque, tutti viviamo di contraddizioni! Questo però non è un  motivo sufficiente ad abbandonare la lotta.
Quindi, ora tocca a noi: abbiamo una forza immensa, e possiamo farla valere!
Ognuno di noi è irripetibile ed unico, non c’è nessun volto uguale ad un altro, e proprio per questa unicità e singolarità siamo tenuti tutti ad assumerci le nostre responsabilità nei confronti della storia.” (Alex Zanotelli)

"Houston, abbiamo un problema".
Ad essere realistici, i problemi sono parecchi.
Ma, di questi tempi, la madre di tutti i problemi sembra essere la crisi economica.
Io però sono assolutamente convinto di una cosa: alimentare il consumismo, salvare la globalizzazione selvaggia, ricorrere a schemi energetici obsoleti, svuotare di significato quelli che sono i diritti fondamentali dell’uomo […], ebbene serve solo a procrastinare un epilogo inevitabile, rendendolo semmai ancora più disastroso.
Senza aver la presunzione di una risposta illuminata, ciascuno di noi sa, in fondo al cuore, che la chiave per una soluzione si trova nella parola “sostenibilità”.
Una sorta di economia domestica che i nostri avi ben conoscevano, che le tribù perse nelle foreste amazzoniche sicuramente conoscono.
Insomma bruciare tutto in un lampo di profitto e benessere, lasciando in eredità alle generazioni future solo “terra bruciata” su cui combattere, non mi sembra un gran bel progetto.
Ancora una volta mi domandate cosa c’azzecca con Star Trek?
Osservate la foto dei due Spock, quello del passato e quello del futuro, andatevi a vedere questo film e poi mi direte.
La vita, signori, è anche questa, passare saggezza e fiducia (e non solo debiti e macerie)  alle nuove generazioni.


Il senso del futuro – 3a parte: non restate mai da soli

“Posso dirvi questo: il poco che io so non l’ho imparato all’università, ma in compagnia di uomini come voi. La fraternità è la verità sacra dell’uomo. L’uomo mutilato della sua fraternità è un albero senza radici e senza rami, una pianta sterile... Per non morire bisogna ricominciare col riscoprire la fraternità. Amici, io sono venuto per dirvi questo: è necessario, è urgente stare assieme, metterci insieme, creare in questo paese cellule viventi di uomini interi cioè fraterni, difenderci dal contagio della morte.” (Ignazio Silone)

Nel novero dei motivi per i quali dovreste andare al cinema a vedere il prossimo film di Star Trek ci sono…
No, così non va. Non intendo ammorbarvi con le solite menate da fanatico.
Apprezzo certamente molte caratteristiche che hanno definito la “saga roddenberriana”, l’attenzione ai temi etici, la correttezza ove possibile dei contenuti scientifici, il senso di squadra ancor prima che l’amicizia tra i personaggi principali.
Ma.
Ma questo non toglie che ogni volta che hanno proiettato Star Trek al cinema avrei voluto uscire dalla sala come se avessi ricevuto un pugno nello stomaco. Volevo un film cucinato alla “Oliver Stone” e innaffiato da una buona dose di “Kubrick” d’annata. Volevo una cena cucinata da “Ridley Scott” su una tavola apparecchiata con un tocco alla “Kathrine Bigelow”.
E nei dieci (10!) film precedenti così proprio non e’ stato.
Ora il team creativo messo in piedi dal regista e produttore “J.J. Abrams” è per certi versi una sorta di incognita e sussiste il rischio di vedere un film “pim-pum-pam”, certo non noioso, ma che alla fine non regala pensieri e riflessioni.
Da quel che sappiamo oggi gli ingredienti per un divertimento realizzato con tutti i crismi di Hollywood ci sono tutti.
Ancora un mese di pazienza e poi vedremo.



Il senso del futuro – 4a parte: tutto quello che rimane da dire


Per prima cosa lasciate che vi suggerisca che se vogliamo avere pace sulla terra, il termine fedeltà per noi deve avere un significato ecumenico, non parrocchiale. La nostra fedeltà deve trascendere la razza, la tribù, la classe sociale, la nostra patria stessa: e questo significa che dobbiamo sviluppare una prospettiva mondiale. Nessun individuo può vivere solo; nessuna nazione può vivere sola; è provato che se qualcuno tenta l’isolamento, questo qualcuno perpetua la guerra.
Ecco perché io ho ancora un sogno. Ho il sogno che un giorno gli uomini si rizzeranno in piedi e si renderanno conto che sono stati creati per vivere insieme come fratelli.” (Martin Luther King "Discorso della Vigilia di Natale 1967 ad Atlanta")

In sala si riaccendono le luci e non avresti tanta voglia di alzarti dalla poltrona.
Guardi i volti dei tuoi amici, della tua compagna, magari quello di tuo figlio che, beato lui, ha ancora tutto l’entusiasmo della giovinezza.
Al di fuori della sala ti aspetta il mondo di sempre, sebbene ogni tanto ci si chieda quale sia il vero volto degli alieni, che non saranno quelli di Star Trek, ma certo già sono tra noi.
Sono coloro i quali non ci riconoscono e si sentono diversi, migliori e degni di prevalere.
Coloro che non condividono la metropolitana, la fila allo sportello, la difficoltà di arrivare alla fine del mese e in definitiva la paura di questa crisi in arrivo.
Probabilmente vi sono alieni  anche tra coloro i quali hanno preso le leve del potere e tramano per loro misteriosi (si fa per dire) fini.
Ci saranno anche alieni buoni?
Forse, anzi, sicuramente, ma non possiamo delegare a loro tutte le scelte per il nostro futuro: invece è tempo di agire per salvare il mondo, o almeno quello che rimane.
Ed è proprio questo che pensiamo, immaginando che le lucine del cruscotto della nostra automobile siano quelle della consolle di una nave stellare.
Ecco, questo è un buon motivo per andare al cinema a vedere il capitano Kirk che arriva, giusto in tempo, per rimettere a posto le cose.
Nel peggiore dei casi, avremo passato una serata al cinema godendoci alieni dai mascheroni inverosimili, astronavi scintillanti pupe stratosferiche ed eroi inossidabili.
Ma attenzione, vi devo avvertire: se come me apprezzate il senso di compartecipazione, l’onestà e l’umanità degli eroi “trek”, il rischio che correrete potrebbe essere quello di uscire dalla sala con la strana, nuova idea di iniziare a portare concretezza a quello che sembrava solo un sogno.
Alla fine potreste accorgervi che il mondo può benissimo essere visto come dal ponte dell’Enterprise.




Postato Sabato 04 aprile 2009 da kalt
 
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