"Dopo essere stata respinta due volte da un forte vento di sudovest, la nave di sua maestà Beagle, un brigantino di dieci cannoni comandato dal capitano FitzRoy, salpò da Davenport il 27 dicembre 1831. Scopo della spedizione era di completare il rilevamento della Patagonia e della Terradel Fuoco, cominciato dal capitano King negli anni tra il 1826 e il 1830, rilevare le coste del Cile, del Perù e di alcune isole del Pacifico ed eseguire una serie di osservazioni cronometriche intorno al mondo." (Viaggio di un naturalista intorno al mondo, Charles Darwin)
Diario del Capitano, data stellare…
La Uss Fortuna, un tempo moderna astronave da esplorazione, è oggi una vecchia carretta dello spazio, i suoi sistemi ormai obsoleti per gli standard richiesti dalla Flotta Stellare.
Nuovi vascelli, equipaggiati con motori “trans-fasici” e guidati da intelligenze artificiali autonome, stanno segnando l’evoluzione della specie.
Ormai l’Ammiragliato ci assegna missioni di trasporto - personale e ricambi - per le colonie di sistemi stellari molto remoti e poco interessanti.
Ricordo, a tal proposito, la frase di un vecchio amico: “Se esiste un centro brillante nell’universo, sei sul pianeta che ne è più lontano…”.
In questo viaggio, però, ospiteremo una ricercatrice, la dottoressa T’Rel, incaricata di effettuare dei rilevamenti planetari per conto dell’Accademia delle Scienze di Vulcano: la sua presenza sarà un piacevole diversivo alla routine.
Diario del capitano, supplemento…
Devo ricredermi: la nostra ospite è riservata e poco propensa ai rapporti interpersonali e si comporta al limite della scortesia. Oggi ha rifiutato un invito formale a cenare al tavolo del capitano, adducendo la scusa del mal di spazio.
Figuriamoci: se ne sta rinchiusa nel suo alloggio a meditare!
Ho richiesto al computer di bordo una copia del suo curriculum personale scoprendo che abbiamo a bordo una maniaca della catalogazione, un asociale topo di biblioteca, esperta di xeno-mitologie comparate.
Certo, nessuno può negare che non sia di un’algida bellezza, ma probabilmente ha superato il secondo secolo d’età – con le vulcaniane non si può mai sapere - e con questo anche le stagioni del pon-farr.
Per ragioni esclusive di civile coabitazione proverò a coinvolgerla con qualcosa di più attinente ai suoi interessi, magari con una domanda sul libro che sto leggendo: “Viaggio di un naturalista intorno al mondo”. Niente di meglio che il buon vecchio Charles Darwin.
Diario del capitano, data stellare…
La Uss Fortuna ha raggiunto la prima tappa della sua missione, il sistema di Tattersall, crocevia delle principali rotte stellari da e per la Terra.
Di conseguenza ogni struttura della grande colonia è funzionale allo smistamento di passeggeri e merci: enormi depositi, cataste di container movimentati da gru robotizzate, e poi alberghi, ristoranti, locali aperti 24 ore su 24 e servizi dotati delle più moderne attrezzature. Un flusso continuo di persone vi transita e vi soggiorna per poche ore ogni giorno: fa pensare alla caotica confusione degli antichi aeroporti terrestri.
Diario del capitano, supplemento…
Ho ricevuto una richiesta dalla nostra ospite che vorrebbe sbarcare con la navetta per contattare il direttore del locale museo di Storia Naturale: a quanto pare la prima rilevazione della sua ricerca riguarda la mappatura genetica dell’intera popolazione di Tattersall.
– Sebbene non mi aspetti di trovarvi nulla di rilevante, – ha commentato prevenendo la mia palese curiosità – tuttavia la concentrazione degli abitanti nell’unico centro abitato del colonia, l’assenza di una condizione di vero isolamento e la disponibilità di avanzate strutture mediche dovrebbe aver causato un’omogeneizzazione del corredo genetico: su questo pianeta l’evoluzione ha perso la sua forza. –
- Un po’ come per i fringuelli di Darwin insomma… intendo dire quelli delle isole Galapagos sulla Terra…– ho cercato di replicare - …Una diffusione maggiore su tutto il pianeta significa che è difficile che una variazione genetica possa diffondersi a tutta la specie. -
Mi ha guardato quasi con disgusto: - Capitano, ritengo di aver capito cosa voleva comunicarmi in questa maniera approssimativa e, sì, la mia ricerca vuole dimostrare come la razza umana non sia più interessata dal meccanismo evolutivo. Buongiorno. -
E si è ritirata nella cabina stringendo il suo prezioso datapad, lasciandomi, per usare una colorita metafora umana, come “
aratro in mezzo alla maggese”.

Diario del capitano, data stellare…
Seconda tappa del nostro viaggio, il pianeta Stearns.
Sebbene si tratti di un mondo abitabile, la sua forza di gravità è maggiore di quella terrestre e, di conseguenza, gli abitanti sono estremamente robusti e un po’ più bassi rispetto agli standard biometrici nel resto della Federazione.
Altra peculiarità della colonia, oltre al veloce tasso di crescita della popolazione, è la presenza di un maggior numero di donne rispetto agli uomini, cosa che si traduce in una competizione rituale per l’accoppiamento e nella pratica legale della poligamia.
Devo ricordarmi di fare un “discorsetto” sulla “fauna locale” a tutti i membri di sesso maschile del mio equipaggio che intendono sbarcare per la franchigia.
Diario del capitano, supplemento…
- Allora capitano, come procedono le sue letture darwiniane… -
Un tentativo di conversazione da parte della nostra bella vulcaniana?
Forse anche lei comincia a provare la solitudine del viaggiatore.
- Oh, si tratta di una narrazione estremamente interessante anche nel nostro secolo, seppure immagino non del tutto attuale dal punto di vista scientifico. –
Ho forse assistito ad un tentativo di interazione sociale da parte di T’Rel?
Non lo so: immediatamente è tornata ad essere la persona asettica di sempre.
- Vorrei poter accedere al database dei Beni Culturali della colonia. Questo pianeta è rinomato per l’alta concentrazione di artisti e creativi. –
- Naturalmente. E sono sicuro che la raccolta dati questa volta la convincerà come la selezione naturale tenda a dare spazio alle persone più intelligenti, anche fra gli umani. -
Non sono certo di essere riuscito a stupirla con questo concetto profondo ma, come ho già detto in un’altra occasione, con le donne vulcaniane non si può mai sapere.
Sono tuttavia rimasto ad ammirarne il bel fondoschiena mentre saliva sulla rampa d’accesso alla navetta.

Diario del capitano, data stellare…
Nebulosa di Bostrom: oggi abbiamo incontrato i Borg. Una piccola sfera da ricognizione, fuori rotta e pesantemente danneggiata, ma non per questo meno letale.
- Noi siamo i Borg, abbassate gli scudi e preparatevi ad essere assimilati: uniremo le vostre peculiarità tecnologiche e biologiche alle nostre…-
L’allarme rosso è immediatamente scattato sebbene la Uss Fortuna difficilmente potrebbe ricorrere al combattimento quale alternativa alla fuga.
Per nostra buona sorte, tuttavia, la minaccia dei droni si è rivelata vana: a causa dei danni subiti, i Borg erano tagliati fuori dalle comunicazioni con la loro Collettività e senza nessuna possibilità di teletrasportarsi né di riparare i loro propulsori.
Per quanto mi riguardava potevano rimanere lì bloccati, in eterno, in mezzo al nulla, a meditare sulla loro ricerca di perfezione attraverso l’assimilazione.
Diario del capitano, supplemento…
- Vuole abbordare quella nave Borg per prelevare un campione della loro nanotecnologia? Ma sta scherzando?-
- I vulcaniani non scherzano mai. Inoltre è un’occasione unica e il margine di rischio accettabile. -
- Non se ne parla nemmeno. Punto e basta! –
Scorgevo delusione sul suo volto? Ma non potevo farle correre un simile rischio, nemmeno in nome della Scienza. Ci pensai un po’ su: - Ecco cosa faremo: con la navetta deporremo qui una boa di segnalazione, dotata però di sensori che continueranno ad analizzare l’evolversi della situazione e lei ne potrà ricevere rapporti aggiornati periodicamente. –
Ci pensò su un attimo: - La sua soluzione è logica. –
Un complimento. Mi aveva fatto un complimento!
- L'evoluzione di questi droni potrebbe non essere più legata ai soli fattori biologici, ma a quelli tecnologici: una sorta di selezione "innaturale" dovuta alle variazioni genetiche artificiali indotte dalle nanotecnologie. -
- In verità abbiamo sempre temuto un futuro fatto di superuomini geneticamente modificati o, peggio, di immortalità ottenuta trasferendo la nostra mente in una macchina. A me piace la vita così com’è, e affido la mia immortalità all’idea di avere prima o poi dei figli. A proposito, T’Rel, lei è sposata?-
Maledizione alla mia linguaccia! Proprio quando sembra per scoccare una scintilla …

Diario del capitano, data stellare…
Ultima tappa di questo viaggio, il pianeta Madison: ci troviamo all’estremità remota del quadrante, lontani tre mesi di navigazione dal più vicino avamposto umano.
A malapena questo pianeta può definirsi di classe M, troppe radiazioni dalla vicina stella, troppe anomalie geologiche dovute alla sua relativamente giovane età.
Inoltre una nebulosa circonda il sistema e rende difficile la sua localizzazione.
Ma qui ha deciso di stabilirsi, ormai da più di un secolo, una colonia di appartenente ad una setta religiosa ultra-ortodossa.
Dal database di bordo veniamo a scoprire che i loro leader affermavano la dottrina della creazione divina, negando di fatto l’evoluzione della vita sulla Terra.
– Ho letto nei libri di storia terrestre di questi cosiddetti “creazionisti”…-
- Lo so dottoressa T’Rel, l’irrazionalità è tipica degli umani: solo non tenendo conto delle tante osservazioni del mondo della scienza, si poteva negare come la vita si sia evoluta attraverso tappe e processi biologici. Ma questa critica, all’epoca, era ispirata dal timore che ammettendo l'evoluzione potesse venire intaccata la dottrina sulla creazione, limitando così importanza dell'azione di Dio. L’intuizione di Darwin era tollerata a livello microevolutivo, ma era sempre avversato il principio che attraverso mutazioni casuali potessero formarsi strutture complesse. Per queste ultime, in definitiva per l’uomo, si invocava una causa superiore esterna, una sorta di agente dell’ ordine divino.-
- Una posizione difficilmente sostenibile: l'introduzione di una causa esterna come supplenza di fattori naturali che ancora non si conoscono fa apparire qualsiasi ipotetica divinità come un tappabuchi dell’ignoranza.. -
Non ho risposta a questa affermazione e preferisco cambiare discorso: - Sempre secondo il nostro database, per poter sbarcare lei dovrà indossare una sorta di mantello che la copra dalla testa ai piedi, lasciando scoperti solo gli occhi e, per far si che possa ottenere le sue rilevazioni, dovrò accompagnarla in qualità di marito…-
Se non sapessi che è vulcaniana, avrei giurato di vedere, per un istante, una profonda indignazione trasparire nell’espressione della nostra ospite.
Diario del capitano, supplemento…
Non sono più umani: che beffa del destino!
Il tricorder ha identificato, nel loro DNA, elementi virali attivi in un processo di assimilazione "aliena" chiamato da T’Rel “endogenizzazione”.
In parole semplici gli abitanti del pianeta hanno subito un'integrazione di geni virali nei cromosomi delle cellule atte alla riproduzione e pertanto trasmettibili di generazione in generazione.
Il tempo, l’elevato tasso di riproduzione, l’ambiente ostile e l’isolamento hanno fatto il resto
E non hanno nessuna intenzione di comunicare con il resto della galassia, gelosi anzi del loro splendido isolamento: il messaggio automatico che ci consentiva lo sbarco nella colonia era una trappola.
Nel giro di pochi secondi dal nostro arrivo eravamo già legati e gettati in una umida cella sotterranea; in un altro genere d’occasione questa intimità con T’Rel mi avrebbe fatto piacere e il pensiero non mi aiutava a prendere con la dovuta serietà il pericolo in cui eravamo incorsi.
Le Direttive della Flotta Stellare sul Primo Contatto m’impediscono di riportare i fatti successivi alla nostra cattura, a partire dai falliti tentativi da parte dei coloni di distruggere la nave in orbita, per arrivare alla spericolata fuga che ci ha permesso di riprendere il viaggio di ritorno.
Ma, quanto pare, l’evoluzione su questo remoto pianeta è ripartita, percorrendo strade inattese e adesso e per lungo tempo, l’intero sistema sarà da considerarsi in quarantena.

“Se mi chiedo perché lo amo, scopro che non lo so e che in realtà non mi importa; suppongo che questo amore non sia un frutto del ragionamento e delle statistiche. [...] Non è per la vivacità del suo intelletto che lo amo. No, non è per quello. Non che lo si debba biasimare per il suo intelletto, perché non è stato lui a crearlo; è come Dio lo ha fatto, e tanto basta. C’era in lui un buon proposito, di questo ne sono certa. Col tempo si svilupperà, anche se penso che la cosa avverrà lentamente. […] E allora, perché lo amo? Semplicemente perché è maschio, credo.”
(M.Twain, Il diario di Adamo ed Eva)
Diario del capitano, data stellare…
Anche questo viaggio della Uss Fortuna si è concluso: siamo in orbita attorno a Vulcano dove sbarcheremo la nostra passeggera. Se sono sollevato del ritorno nei sicuri confini federali, devo ammettere che mi mancheranno molte cose della vita di bordo: le vibrazioni, talvolta inquietanti, che percepivo dalla mia poltrona di comando, i suoni, gli odori e i ritmi regolari, persino la cucina del nostro cuoco denobulano!
Sto proprio invecchiando: non sono ancora rientrato alla base e già ho voglia di ripartire alla scoperta di strani, nuovi mondi e di civiltà.
Diario del capitano, supplemento…
Mi mancherà anche T’Rel.
Sarà stata la coabitazione forzata di due anime così diverse in uno spazio ristretto come può essere quello di una piccola astronave, saranno state le avventure e i pericoli corsi insieme, insomma siamo diventati, per quanto sia possibile, amici.
Prima di salutarci abbiamo chiacchierato un po’ e ha tollerato, ancora un’ultima volta, la mia emotività e il corso, talvolta irrazionale, dei miei pensieri.
Le ho perfino narrato una fiaba di quando ancora ero un piccolo sognatore: il dialogo fra un pennacchio di fumo nero e una bianca nuvoletta. Il fumo si vantava delle sue origini, diretto discendente del nobile fuoco di un camino, mentre la nuvola rimaneva in silenzio, non essendo che la figlia dell'umile acqua di uno stagno. - Ma quale sarà il nostro destino? –domandò però la nuvola: - Tu ti disperderai, sporcando ciò che incontri, mentre io diventerò pioggia e renderò fertili i campi. –
- Ciò è illogico – ha ovviamente replicato – Anche il fumo di legna contiene sostanze azotate che…-
L’ho fermata istintivamente, sfiorando con la mano quelle belle labbra troppo altere. – Vedi T’Rel, nella vita, come nell’evoluzione, ciò che conta non è solamente da dove veniamo, ma soprattutto dove stiamo andando. -
E non so se queste fossero le cose più logiche che potevo fare e dire, ma per una volta tanto ho avuto l’ultima parola: con una donna, anche se vulcaniana, non è cosa da poco.

Nota dell’autoreQuesto racconto è ovviamente un pretesto per parlare del tema dell’
Evoluzionismo; l’idea mi è nata dalla recente lettura del saggio di
Piergiorgio Oddifredi su Darwin: “
In principio era Darwin”. I nomi dei pianeti,
Madison, Tattersal, Bostrom e Stearns sono relativi a quattro scienziati che hanno postulato
nuove ipotesi sull’evoluzione umana . Infine anche l’idea della
endogenizzazione non è fantascienza, ma frutto di specifiche scoperte nel campo della genetica.
La teoria dell’evoluzione naturale è, appunto, una teoria scientifica in grado di spiegare le osservazioni che registriamo su animali e piante, viventi o fossili, coerente con le conoscenze genetiche che possediamo ed efficacemente replicabile in esperimenti di laboratorio su batteri ma anche animali pluricellulari come il noto moscerino della frutta. Cionondimeno è solo una teoria e, come tale, se ne venisse postulata una nuova in grado di spiegare ancor meglio il mondo osservato nel rispetto dei requisiti del “metodo scientifico”, ebbene non vedrei nessuna eresia sul fatto che la prima venisse abbandonata a favore della seconda. Diverso è il caso quando per meri motivi ideologici e religiosi l’Evoluzionismo venisse demonizzato al limite della censura. A quel che ne so la Terra continua ancora a girare attorno al sole indifferente al Tribunale dell’Inquisizione.
In parole semplici, ognuno è libero di credere in ciò che ritiene giusto, ma nessuno può imporre ad altri idee non comprovate ragionevolmente.
E dirò di più: nella Fantascienza spesso sono state raccontate simulazioni virtuali o in provetta dove scienziati curiosi giocavano a creare un mondo, ipotizzando come anche il nostro universo null’altro fosse che la creazione di un essere supremo in grado di fissare le regole, fornire il materiale base e l’energia di attivazione per poi mettersi ad osservare al microscopio cosa succede, talvolta intervenendo per correggere eventuali distorsioni, il più delle volte evitando di interagire per non falsare l’esito dell’esperimento.
In questo senso ogni Big Bang segnerebbe l’inizio di una sequenza e ogni Big Crunch il reset del sistema.
Forse, in un laboratorio sufficientemente attrezzato, potrebbero bastare sei giorni per creare il modello, ma in tutti i casi dubito che riusciremmo mai a comprendere le intenzioni di tale sperimentatore: in prima battuta mi accontenterei di cercare di capire al meglio le regole del gioco per migliorare la qualità della mia vita.
Lunga Vita e Prosperità...