“L’universo è pieno di cose magiche in paziente attesa che le nostre facoltà mentali si affinino. ”
(Bertrand Russel)
Ultim'ora: un gigante denominato R136a1, la sua massa è pari a circa 265 volte quella del Sole e la sua luminosità è 10 milioni di volte maggiore. Gli astronomi pensavano che non potessero esistere stelle con una massa superiore a 130 volte il Sole, ma sono stati smentiti. Questa scoperta è cosi destinata a far vacillare molte teorie fisiche pensando anche al fatto che quando ha iniziato a brillare aveva una massa addirittura pari a 320 volte quella solare. R136a1 è stata individuata utilizzando una combinazione di strumenti del Very Large Telescope dell’Eso, l’osservatorio astronomico europeo che si trova in Cile. Gli astronomi hanno scoperto un intero gruppo di stelle dello stesso tipo in due ammassi: NGC 3603 ed RMC 136. Il primo, a 22 mila anni luce da noi, è una specie di «incubatrice cosmica» per stelle neonate. Il secondo ammasso è un’altra nube di stelle giovani, supercalde e supermassive, che si trova nella Nebulosa della Tarantola, nella Grande Nube di Magellano distante 165 mila anni luce. Queste grandi stelle in incubazione, milioni di volte più luminose del Sole, sono relativamente giovani, e nel tempo perdono massa in seguito all’azione dei venti solari. Il gruppo di Crowther ha scoperto diverse stelle con temperature di oltre 40 mila gradi, più di sette volte più calde del Sole. (Fonte:corriere.it)

Primo piano: un team internazionale di ricercatori ha usato i telescopi spaziali a raggi X Chandra e XMM-Newton per localizzare enormi ammassi di gas nei dintorni del “muro di galassie” che si estende nello Sculptor, a 400 milioni di anni luce dalla Terra. Galassie a spirale e ellittiche sono immerse nel gas intergalattico, che è stato riconosciuto come parte del cosiddetto Warm Hot Intergalactic Medium (WHIM). La scoperta rappresenta la più forte evidenza del fatto che la materia barionica mancante nell’universo locale è confinata in un enorme ragnatela di caldissimo e diffuso gas. L’emissione del gas in X è troppo debole per essere rilevata direttamente, ed è quindi stato necessario evidenziarla misurando l’assorbimento operato dal gas sulla luce (rappresentata in figura dal cono bianco) di una brillante sorgente X posta al di là del “muro”, a due miliardi di anni luce di distanza: un buco nero super massiccio situato nel nucleo di una galassia attiva.
(Per saperne di piu':
http://www.gravita-zero.org/2010/06/forse-svelato-il-mistero-della-materia.html)