Meglio tardi che mai! Gli episodi di domenica scorsa hanno tirato un po'
su la media. Pur non avendo molti contenuti, perlomeno l'ENT della terza
stagione sembra più guardabile di quello della seconda. O forse lo è
proprio perchè ha rinunciato a proporre dei contenuti.Bah.
Staremo a vedere...
Due parole su ENT in generale, per quanto visto fino ad ora, e sulla
terza stagione in particolare.
Su ENT in generale posso dire che per me, già da ora, resta la serie
Trek con i migliori design in assoluto. Non sto parlando degli effetti
speciali, ma proprio dei design dei pannelli, dei corridoi, delle navi
aliene.. insomma, di tutta l'oggettistica che richiede sforzo
creativo artitistico/ingegneristico/architettonico.
Man mano che passa il tempo, trovo anche che sia la serie Trek che sta
usando meglio i colori: la scelta, la definizione (ma questo aspetto può
essere dovuto ai mezzi tecnici), la combinazione, le contrapposizioni,
sia per quanto riguarda oggetti che per quanto riguarda persone e situazioni.
Stanno usando benissimo anche la simmetria, che nelle sue espressioni
migliori è molto suggestiva.
Di tutte queste cose mi piacerebbe portare esempi (screenshots) e commentarli,
ma lo farò alla fine di tutto in un articolo a parte.
Sulla terza stagione in particolare, per ora gli sceneggiatori stanno
seguendo le direttive dela produzione (azione-azione-sesso-sesso-fidelizzazione
_con_storie_lunghe) con diligenza e con successo.
Una volta smesso di cercare un senso che invece si ritrovava spesso in
altre serie Trek, con un calo vistoso in VOY, le puntate si apprezzano di
più. Se si cerca qualcosa di aggiuntivo, anche le volte in cui un tema
interessante è contenuto nella trama stessa della narrazione, si resta
delusi.
Non c'è molto di più, ma neanche
molto di meno...
Impulse (Il giorno precedente)
Soggetto di Jonathan Fernandez e Terry Matalas
Sceneggiatura di Jonathan Fernandez
Regia di David Livingston
Share: 1.71
Voto: 8.0
Riassuntino: L'enterprise riceve una richiesta di aiuto da un vascello
Vulcaniano intrappolato in un campo di asteroidi ricco di Trellium-D. Archer,
T'Pol, Reed ed Hawkins vanno sul posto per scoprire che l'equipaggio ha subito
una terrificante trasformazione!
Le prime cose che vengono alla mente sono "la notte dei morti viventi" e
"Doom 2" o simili, anzi, meglio ancora, ricordano "Resident Evil" in
tutte le sue incarnazioni.
Potrebbe sembrare una connotazione negativa, ma al contrario è il punto di
forza di tutto l'episodio. Non ce ne sono altri, e non sto dicendo solo come
punti di forza, ma come punti e basta. L'episodio sta a dire assolutamente
nulla, tranne continuare, nel B-plot di sottofondo, la lunga caccia alla
scoperta degli Xindi e le raccontare la sopravvivenza nell'Espansione Delfica.
La puntata si sviluppa attorno ad un singolo tema, piuttosto banale e
scontato nelle premesse, negli sviluppi e nella conclusione, ma lo fa
maledettamente bene.
Bellissima la nave Vulcaniana devastata: un blu freddo squassato dalle
scariche elettriche dei cavi penzolanti è il colore dominante di tutti i
corridoi e di tutti gli ambienti. Blu sono le tute dell'away team, blu
gli schermi dei PADD usati, blu le scarse luci. Talvolta, un neon bianco
incandescente o un pannello rosso alla parete squarciano la scena quasi
a ferire gli occhi.
Certo, alla fine sappiamo che i buoni sconfiggeranno gli zombies, sappiamo
che chiunque si annidi dietro l'angolo verrà malmenato e sappiamo che
T'Pol non corre nessun pericolo definitivo perchè la vediamo scalciante
nella "TAC" di Phlox nel teaser. Lo sappiamo, così come sappiamo che possiamo
salvare il videogioco prima di svoltare un angolo mai esplorato della mappa,
ma il gioco della suspance funziona abbastanza bene.
Finalmente una musica adatta a commentare le scene di "paura" - non come
quelle dell'episodio con i Borg.
Exile (Esilio)
Scritto da Phyllis Strong
Regia di Roxann Dawson
Share: 2.24
Voto: 8.0
Riassuntino: un alieno telepatico si offre di aiutare l'Enterprise a
localizzare gli Xindi, ma a patto che che Hoshi gli faccia compagnia nel
suo castello mentre raccoglie le informazioni. Hoshi accetta ma l'alieno,
esiliato su quel pianeta dalla sua specie in quanto telepate, ha mire
ulteriori sulla donna.
Dopo La notte dei morti viventi, ecco una versione rimaneggiata de
La bella e la bestia. Come il cartone animato (eh, la favola non
mi sembra di averla mai letta...) della Disney, gli interni del castello
sono bellissimi. Luci calde in ogni ambiente, accompagnate da chiaroscuri
ed ombre. Enterprise, il telefilm che crea un'atmosferaTM.
Vorrei anche mettere l'accento sul cibo (qui si vedono diverse pietanze) che
in ENT ha un ruolo meno marginale che in ogni altra serie di Star Trek.
Il tema che si vuole "affrontare" è quello della solitudine. Dati gli
ingredienti, potevano essere seguite molte strade per lo svolgimento
della puntata, più o meno profonde, più o meno prive di contenuto a scapitodella narrazione pura e semplice. Non posso dire cosa sarebbe stato meglio,
anche se ho i miei sospetti..., ma il risultato che ne è uscito, pur modesto
nel messaggio, ha il suo fascino e la sua delicatezza.
La solitudine di Hoshi, tutta interiore, di ragazza cresciuta isolata e
che si sente isolata anche in mezzo alla gente, è messa a confronto con
quella reale, fisica di una persona dalla vita lunghissima (tre o quattro
donne già seppellite in giardino, per morte naturale si premurano di
farci sapere) costretta a vivere isolata, esliata perchè diversa, e con
una gran voglia di stare in compagnia.
Il confronto è aperto, senza diventare mai scontro frontale e ciascuno
alla fine avrà capito di più l'altro. Da questo punto di vista la puntata
è riuscita.
Da altri è riuscita meno.
Dopo dodici minuti, avevo capito cosa avrebbero raccontato e come sarebbe
finito l'episodio. dire prevedibile è dire poco, un po' come quello
precedente. L'unica incognita era il "pentimento" dell'alieno, che consegna
i dati che è riuscito a ricavare anche senza avere la contropartita, ma
per il resto tutto telefonato.
Non parliamo poi di quando l'alieno si è proiettato come Archer, perchè
lì si capiva da lontano un chilometro che era un espediente.
Mi lascia molto perplessa l'assunto che Hoshi, bella ragazza secondo i nostri
canoni, debba esserlo per chiunque, alieni a morfologia radicalmente diversa
compresi. Trovo questo assunto piuttosto stupido e superficiale.
Ho un altro dubbio... l'alieno è un telepate potentissimo. Ha già attirato lì
diverse donne e chissà quanta altra gente. E' in grado di contattare astronavi
tramite persone come Hoshi, molto ricettive.
Ecco, mi domando: perchè mai non se n'è mai andato da lì? Non sembravano
esserci prigioni, cancelli, perimetri elettrificati (anzi, i disturbi se
voleva li creava lui!).. invece distare a piagnucolare e sequestrare
gente, non poteva imbarcarsi da qualche parte e farsi scaricare altrove?
Sono queste (ma anche altre) le stupidate di sceneggiatura che quelli di
ENT fanno più spesso di quelli delle altre serie... perchè?