Che dire... che mi aspettavo qualcosa di meglio può bastare? Dopo il western
scadente della settimana scorsa, abbiamo uno scarsissimo "Star Trek incontra
gli sfattoni della nostra era" ed un insipido e poco ispirato "come tidipingo i fanatismi religiosi". Due occasioni mancate.
Carpenter Street (id)
Scritto da Rick Berman e Brannon Braga
Regia di Mike Vejar
Voto: 3
Share: 2.39
Riassuntino: Archer e T'Pol sono spediti indietro nel tempo, ai giorni
nostri, per fermare un pugno di Xindi che stanno costruendo un virus
specifico che in grado di sterminare l'umanità.
Sono gli episodi stupidi ed inutili come questo che mi fanno dire, a due
giorni dalla messa in onda in USA dell'ultima puntata di tutte le
incarnazioni di Star Trek, che in fondo, se questa è la roba che si deve
vedere, così male a chiudere non hanno fatto...
Dopo averli tirati in ballo per l'entrata in scena degli Xindi, ecco
che gli uomini del futuro e dei salti temporali si rifanno vivi, grazie
all'idea brillante di Berman & Braga. Idea che nasce e muore nell'arco
dei 45 minuti, tira in ballo un pericolo - il virus sterminatore - che viene
sconfitto alla fine della puntata da un "ralenti" in extremis di Archer,
scaturisce dal nulla e finisce nel nulla da cui era nato, non lasciando
impronta alcuna nella storia globale della terza stagione.
All'inizio sembra di vedere un poliziesco di oggi abientato in qualche
periferia urbana: prositute, scoppiatoni che si muovono nei sobborghi,
violenze varie ed aghi infilati in vena. Essendomi persa il prologo, ho
dovuto controllare il telecomando per essere sicura di essere sintonizzata
su La7 e non su qualche altro canale col solito telefilm americano.
Poi c'è l'intermezzo di Daniels sull'Enterprise, che blatera ragioni
assurde e realtà improbabili per introdurci una storia che da subito mi è sembrata senza alcuno scopo, fine a se stessa.
Di seguito, il filone "caccia al cattivo", che non è solo l'alieno rettiloide,
ma anche il furbone del nostro secolo che rapisce disgraziati di turno da
fornire come cavie agli Xindi. Acciuffare l'umano è piuttosto facile, visto
che è furbo sì, ma ha alcuni comportamenti da subumano... coi rettili si
fa più dura e vediamo scene tipiche di film d'azione: salti dei tetti,
salvataggi all'ultimo secondo, inseguimenti a rotta di collo ed altro
repertorio.
Purtroppo anche il villain, il cattivo di turno, che fino ad un certo punto
dell'episodio sembrava un personaggio poco scontato e ben caratterizzato,
supera la soglia dell'oltre e diventa assurdo, esagerato...
Non
parliamo poi della fine... dovendo concludersi tutto con i titoli di coda,
senza lasciare alcuno strascico o memoria nè nel passato nè nel futuro, la
scenetta del polizziotto che arresta il tipo prendendolo per pazzo,
visionario, tossico o tutte e tre le cose assieme, era più che immaginabile.
La parte che ho trovato più divertente è senza dubbio il primissimo impatto
di Archer e T'Pol con le auto parcheggiate, alla ricerca di una da poter
rubare. Dopo l'allarme elettronico e il blocco delle ruote, c'è anche
quella badata dal cane!
Le domande che restano alla fine della trasmissione sono molte e
tutte senza una risposta che soddisfi. A che pro tirare in ballo
Daniels? Solo per non farcene dimenticare
il volto?che bisogno c'era, a questo punto di sviluppo della storia
della terza
stagione, della sua riapparizione?
Perchè mai gli Xindi non dovrebbero più ritentare la strada del salto
temporale, visto che Archer e T'Pol tornano indietro come i vincitori
assoluti e definitivi della battaglia? Perchè mai produrre un episodio
totalmente inutile che deprime lo spettatore?
Come postilla, mi farebbe felice poter avere il gingillo che ha usato il
capitano per prelevare i soldi dal bancomat.
Chosen Realm (Il dominio prescelto)
Scritto da Manny Coto
Regia di Roxann Dawson
Voto: 6
Share: 2.61
Riassuntino: Un gruppo di fondamentalisti religiosi, che venerano le sfere
delle Distesa Delfica, prende in ostaggio l'Enterprise al fine di usarne le
armi per distruggere la fazione eretica sul loro pianeta natale.
Seconda uscita di Manny Coto alle penne e secondo flop, quest'ultimo
peggioredel primo. Spero vivamente che la qualità della scrittura
migliori negli episodi da lui scritti nella quarta stagione e che si
perdano le banalitàche qui invece si sprecano. Diciamo pure che quei
pochi suoi che
ho visto non mi fanno ben sperare... ma non condanno mai prima di
vedere.
Mi spiace in fondo parlare male di questo episodio, perchè il tema è
di quelli che in genere mi piacciono, non essendo io una gran
religiosa...
Siccome però non sono ancora diventata fanatica nell'altra direzione,
ho
molto più gusto se queste tematiche sono trattate bene, con
sottigliezza
e lucidità. Non è questa la sede per un excursus esauriente, ma
tematiche
religiose, dal fanatismo alla semplice religiosità vissuta in modo
intenso,
sono state oggetto di episodi singoli di tutte le serie "ad astronave"
a
partire da TOS. Con DS9 vengono approfonditi ancora di più alcuni
aspettigrazie alla scleta di fare di Bajor sostanzialmente una
teocrazia e del
capitano Sisko un emissario dei Profeti.
Se però non si è in grado di trattare certi argomenti con le dovute maniere,
ecco che l'espisodio perde di credibilità ed anche gli ottimi scambi di
battute fra T'Pol e D'Jamat e - in misura minore - fra Archer e D'Jamat
si perdono nella sonora risata che accompagna la rivelazione che la lota
fra le due fazioni religiose nasce da un diverso computo dei giorni
occorsi alla creazione.
Semplificazione è un conto, banalizzazione estrema è un altro e la messa in
ridicolo di un argomento così delicato con argomenti così stupidi, fa più
un favore a chi fanatico è che non ai detrattori del fanatismo.
Per carità... sono contenta quando vedo che per tutta la puntata
la setta viene presa in giro, ma è un contentezza che non appaga come
potrebbe.
In complesso, si merita la sufficienza (risicata) principalmente
per la prima metà dell'episodio. Il leader spirituale assume via via uno
spessore sempre più consistente ed una personalità sempre più sfaccettata,
entrambe preludio di un personaggio potenzialmente interessante. Poi, solo
azione e l'esagerazione nel voler mettere alla berlina i suoi comportamenti.
La fine stessa, con il pianeta raso al suolo (letteralmente in briciole,
forse nemmeno Dresda dopo il bombardamento...) mi è parsa un po' tagliata con l'accetta.
Mi sembra che altre incarnazioni della saga avessero un tocco di qualità
superiore e più completo nel raccontare miserie e nobiltà dell'uomo.
Altri temi importanti, come l'aborto volontario - e senza che si sappia
di gravi malformazioni al feto - vengono trattati solo ed
esclusivamente in relazione al dissidio interno alle le due fazioni.
Auguriamoci in coro che l'equipaggio dell'Enterprise conservi i backup
delle informazioni su qualche Hard Disk di emergenza. D'Jamat infatti
cancella TUTTI i dati relativi alle sfere, dati su cui stava lavorando
T'Pol per mappare le anomalie e per capire qualcosa di più dell'Espansione
Delfica. Se dovessi accorgermi che non avevano un backup, potrò insultare
gli sceneggiatori nelle prossime recensioni.